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martedì 2 maggio 2017

Router WiFi, la più grande rete di controllo mentale del mondo

Oggigiorno la tecnologia è onnipresente e le connessioni WiFi sono addirittura obbligatorie nei luoghi pubblici o sono requisito indispensabile per ristoranti, bar e hotel affinché la clientela anestetizzata continui ad arrivare.
La popolazione moderna come ipnotizzata sente il viscerale bisogno di connettersi alla rete per condividere ogni sorta di inutilità, passando dal campionato di calcio alla moto GP, invece di svolgere attività più sensate, come fotografare il cielo e documentare lo scempio quotidiano, che anzi fingono di non vedere.
Purtroppo i motivi di tale indifferenza verso temi importanti e questo stato di letargo cerebrale non sono volontari ma indotti artificialmente dai nostri governi corrotti allo scopo di attuare i loro piani di sterminio sotto gli occhi di tutti. Sono ben poche le persone sveglie, che grazie a naturali predisposizioni, configurazioni particolari del cervello o elmetti in alluminioriescono a controllare le proprie vite e a riflettere in maniera obiettiva e sensata.
E’ stato recentemente dimostrato in uno studio condotto dagli illustri Alan O’Reo e Takashi Ringo scienziati nel campo del neuro-elettromagnetismo che l’emissione di onde alla frequenza di 2,4 Ghz (come il WiFi) vanno direttamente ad interferire con gli strati del cervello, inibendo la ghiandola pineale e alterando lo scambio di elettroni a livello della corteccia cerebrale.
Come tutti certamente sapranno la ghiandola pineale è l’organo che permette alla nostra anima di mantenere un controllo psicofisico su tutto l’organismo, cuore e colon compresi e lavora proprio su una frequenza di 2.4 Ghz.
E’ forse un caso che il WiFi lavori proprio su tali frequenze, e che negli anni nonostante l’avanzamento tecnologico sia rimasto sempre sulle stesse?
canali_wifi
I ricercatori indipendenti e gli indagatori amatoriali avranno certamente trovato risposta a tale quesito da tempo, ma la massa nonostante le evidenze si ostina a non vedere, e la colpa è proprio delle reti WiFi.
Fermiamoci per un attimo a riflettere, se foste dei criminali con a disposizione dei dispositivi in grado di controllare le masse, in quali punti andreste a collocarli?
Ovviamente in dose massiccia nei luoghi pubblici, inducendo una dipendenza subliminale che spingerà in seguito l’ignara popolazione ad acquistare dispositivi WiFi per la casa o da tenere sempre con sé (vedi gli smartphone).
La prova lampante sta proprio nell’aumento smisurato di tale tecnologia negli ultimi 10 anni che va di pari passo con l’aumento di ottusità nella popolazione.
La rete per il controllo mentale WiFi è ormai smisurata e copre 3/4 del pianeta, sono infatti pochissime le aree prive da tali onde, colpa delle campagne portate avanti da Google e Facebook per portare internet e dispositivi mobili WiFi nelle zone meno abbienti del mondo.
Il nostro consiglio è quello di evitare il più possibile le zone densamente radioattive e di richiedere, nel caso di luoghi pubblici, lo spegnimento dei router WiFi, un diritto che la legge dovrebbe garantire come per il divieto di fumare.
In caso di esposizioni prolungate inevitabili (ad esempio chi lavorano in ufficio, chi va a scuola) consigliamo l’uso di un elmetto in alluminio, che nei mesi invernali può essere cammuffato senza problemi sotto ad un berretto (chi scrive ne fa largo uso da anni senza preoccuparsi delle opinioni altrui).
Meglio apparire ridicoli agli occhi degli stolti che ne ignorano il funzionamento piuttosto che farsi friggere il cervello.
fonte http://www.complottisti.com/router-wifi-la-piu-grande-rete-controllo-mentale-del-mondo/

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