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lunedì 16 febbraio 2015

Svegliamoci


Mentre noi chiacchieriamo e ci scontriamo se, perché, come, dove e quando fare la guerra ai terroristi islamici in Libia, l'Egitto ha già reagito alla decapitazione di 21 cittadini egiziani cristiani copti sferrando una incursione aerea che ha colpito campi di addestramento e magazzini di armi dell'Isis. 
Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi aveva annunciato che l’Egitto si riservava «il diritto di rispondere». E la risposta è stata fulminea. Poi ha rincaricato il ministro degli Esteri, Sameh Shukri, di andare «immediatamente» al quartier generale dell'Onu a New York per chiedere alla comunità internazionale di assumersi le «sue responsabilità» e di prendere le «misure adeguate» per far rispettare la carta delle Nazioni Unite, tenendo conto che tutto quello che sta succedendo in Libia «è una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale».
Ecco la differenza tra uno Stato che sa, dice e fa ciò che è necessario per tutelare la sicurezza e la stabilità interna, regionale e internazionale perché detiene la propria sovranità e capacità decisionale, e l'Italia dove siamo incapaci di reagire a tempo debito a una esplicita minaccia e a una fonte indubbia di pericolo per la nostra sicurezza nazionale.
Dovremo aspettare giovedì che il ministro degli Esteri Gentiloni riferisca in Parlamento. I partiti si sono già divisi con il M5S che conferma la sua inadeguatezza a gestire uno Stato dicendosi contro una reazione militare mentre i suoi esponenti vaneggiano auspicando trattative con i terroristi islamici dell'Isis.
Il ministro degli Esteri Pinotti ha detto che stanno considerando da mesi l'ipotesi di fare la guerra in Libia e che solo ora è diventata impellente. Solo ora? Abbiamo aspettato che fossero a "sud di Roma", a 350 chilometri dalle nostre coste, che ci mandassero decine di barconi con migliaia di clandestini per destabilizzarci per renderci conto della gravità della minaccia?
E che altro dobbiamo attendere prima che si passi dalle parole ai fatti? Che anche in Italia succeda un attentato come quelli di Copenaghen del 14 febbraio o di Parigi del 7 gennaio?
Svegliamoci! Matteo Renzi si rechi subito al Cairo e stringa un'alleanza con Al Sisi. L'Egitto è l'unica potenza regionale in grado di inviare forze di terra, aeree e navali per sconfiggere i terroristi islamici in Libia. Sbrighiamoci!

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