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mercoledì 11 febbraio 2015

Bacco e Perbacco



Nello splendido scenario di Piazza Duomo a Lucera campeggia, da  assoluto faro eno-gastronomico e diretta emanazione dell’anima dei  suoi  facitori, Pier Paolo Petrilli e il suo socio e  valente collaboratore Luigi Bimbo, la vineria-ristorante “Bacco e Perbacco”. Pescare dalla sua “sapiente” carta dei vini , degustare le succulenti  e creative proposte gastronomiche è la sorte che tocca a  quanti varcano la soglia di questo locale,sincreticamente  esprimente il piglio del wine-bar e l’aplomb del ristorante di “charme”. Tutto merito di Pier Paolo e di Luigi,delle loro scelte. Capaci  di snocciolare agli “intimi”  i loro saperi con un eloquio chiaro e stringente, sono sempre più  ottimi comunicatori  del vino ,vincendo  un’iniziale, palpabile  timidezza.  Ogni singola etichetta presente nel locale parla del  loro gusto e del loro immaginario vinicolo ed  il bere qui diventa un costante fraseggio con il “genius loci” del luogo di provenienza del nettare nel bevante. La mia prima volta da “Bacco e Perbacco” nella “location” di Piazza Duomo, se la memoria non mi inganna,  narra  di un Primitivo inedito, l’Antello delle Murge 2007 di Cristiano Guttarolo, veramente sorprendente. Prodotto naturale,senza l’ausilio della chimica di sintesi, è un primitivo ancestrale che si avvale solo di tecniche di vinificazione tradizionali con il riverbero discreto di un  passaggio in legno. Chiarissimo l’incipit olfattivo richiamante le amarene sotto spirito. Sanguigno. Sui toni dell’eleganza e del furente portato tannico,tralaltro molto ben integrato,il Sagrantino  di Montefalco “Pagliaro” 2006 di Paolo Bea. Qui si sale in altri e alti cieli organolettici. Una lunga macerazione sulle bucce produce una tessitura fitta e dona uno spettro aromatico complesso. Nonostante ciò  il vino sciorina frutto e spezie in grande souplesse,esplode in bocca con una ridda di  sapori senza saturare i sensi e conserva freschezza e bevibilità. Nella versione passita il Sagrantino 2006 di Bea ammalia. Dolce senza essere stucchevole, persistentissimo, suadente, seducente, profuma di frutta ed esala spezie fini e delicate. Armonia e solo un velo impalpabile per il poderoso tannino. Sovente un distillato di Capovilla, tratto da una carta dei distillati  di primissimo ordine, chiude le tante storie da raccontare  su questo autentico antro di delizie che è  “Bacco e Perbacco”.  Riguardo all’aspetto gastronomico, c’è da rilevare  una crescita irrefrenabile del livello qualitativo delle preparazioni culinarie. Lo chef Domenico propone sempre nuove sfide gastronomiche agli astanti e si mangia  sempre meglio. Ogni volta, un’autentica avventura del gusto.
Rosario Tiso

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